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Millennials e Generazione Z

Nati tra il 1981 e il 2010, Millennials e Gen-Z rappresentano le prime generazioni della storia che considerano come parte integrante di sé la tecnologia digitale.

Se penso ai miei figli, non posso non sottolineare che non hanno mai vissuto in un’ epoca senza Google, e che, oltre ad essere nati in un mondo tecnologico, sono cresciuti in anni di crisi finanziaria, economica, sociale e, di recente, sanitaria.

Se i Millennials hanno pagato un prezzo molto alto a causa del crollo finanziario del 2008, è molto probabile che i GenZers subiranno gli effetti economici e non solo, di questa pandemia. Mettere a confronto più generazioni serve per capire come sta cambiando il mondo.
Un arco temporale di 15 o 20 anni è più che sufficiente per riscontrare una diversa cultura e una filosofia di vita differente.

 

Comportamenti finanziari a confronto

 

I Millennials (nati tra il 1981 e il 1996) e i Gen Z (nati tra il 1997 e il 2010) appaiono diffidenti: le crisi finanziarie degli ultimi decenni hanno creato una disaffezione ai mercati finanziari.

Sono professionalmente e finanziariamente fragili, consapevoli delle difficoltà di un percorso di carriera stop and go, con una prospettiva di pensione esigua se non compensata da un assegno integrativo.

Non posseggono conoscenze di base sufficienti per gestire correttamente i propri risparmi e prendere decisioni di investimento del tutto consapevoli.

Questo sentimento di paura e scetticismo può essere sradicato con una giusta dose di informazioni corrette e trasparenti e, per questo motivo, i nativi dell’era digitale si dichiarano interessati a ricevere consulenza, anche a pagamento, da parte di consulenti professionisti.

Sono diventati adulti in un’epoca caratterizzata dalla “presa di coscienza”, mettendo in discussione tutto ciò che è stato fatto dalle generazioni precedenti; ciò li ha resi particolarmente sensibili a temi di responsabilità sociale ed ambientale e molto più propensi ad investire in aziende con caratteristiche di business sostenibile.

 

La crisi pandemica

 

Il COVID- 19 ha innescato notevoli cambiamenti nelle scelte degli investitori più giovani.
Per i Millennials e la successiva Gen-Z, gli investimenti non sono più solo strumenti per la costruzione materiale del futuro, ma anche il mezzo per essere più felici e sani, e per avere un impatto sul mondo.

Altro aspetto rilevante è il desiderio di unicità delle nuove generazioni.
Non vogliono essere considerati come una fetta del mercato finanziario, piuttosto assumere il controllo delle proprie finanze e comprendere totalmente le proposte finanziarie del consulente al quale si affidano.

Avendo il digitale “in tasca, cercano per i propri investimenti soluzioni tecnologiche avanzate, ma richiedono l’intervento dei consulenti finanziari per le decisioni più complesse.

I Robo-Advice non sono in grado di aiutare i clienti a risolvere i problemi legati alle emozioni quando si tratta di pianificare il proprio futuro, pertanto i giovani ricercano una soluzione ibrida caratterizzata da un mix di consulenza umana, tecnologica e algoritmi.

 

Sistema scolastico e industria finanziaria

 

Concludendo, appare necessario che il sistema scolastico dovrebbe avere un ruolo di primo piano in tema di educazione finanziaria, favorendo una conoscenza progressiva sui temi del risparmio e dell’investimento.

La seconda osservazione da fare è indirizzata all’industria finanziaria e del risparmio gestito: occorre essere preparati ad accogliere e ad indirizzare i clienti di domani, capirne le attitudini, le preferenze e le necessità. Io sono pronta.