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previdenza e pensione
 

Previdenza!


Con la riforma Fornero questo argomento dovrebbe essere prioritario per gli italiani. Purtroppo c’è troppa poca presa di coscienza da parte dei risparmiatori riguardo previdenza e pensione.
La prima obiezione è sempre: “la pensione pubblica sarà sufficiente” oppure “è presto, ho tempo per pensarci” o ancora “costa troppo”.
Sarebbe opportuno fare alcune considerazioni.

 

 

Le riforme

 

Con la riforma Amato, con la riforma Dini e in ultimo con la riforma Fornero si è voluto dare al sistema pensionistico un maggiore rigore e controllo. Queste riforme hanno introdotto il meccanismo del calcolo contributivo per tutti coloro che avessero iniziato a lavorare a partire dal Gennaio 1996.
Il regime contributivo sarà a pieno regime non prima di venti anni (secondo le stime della Ragioneria di Stato), ciò significa che sono presenti, all’attualità, pensioni “retributive” e pensioni “miste”.
In parole semplici, i contributi versati dai lavoratori attuali vengono utilizzati per pagare sia le prestazioni di chi ha già maturato il diritto alla pensione, che altre voci di spesa, quali la cassa integrazione, pensioni di reversibilità ed altre prestazioni assistenziali.

 

 

Le prospettive

 

Tutto ciò sarebbe sostenibile se la forza lavoro fosse costantemente in crescita (possibile con un sistema economico con produttività elevata e con bassi livelli di disoccupazione). E sappiamo bene che in Italia tutto questo non esiste. A peggiorare la situazione si aggiunge anche un aspetto demografico molto importante: la popolazione è sempre più anziana!

Ad oggi la spesa pensionistica in Italia è la seconda più alta nei paesi OCSE, dietro alla sola Grecia. E il futuro non è roseo.
La spesa pensionistica, che oggi è circa il 15% del Pil, tenderà ad aumentare sempre più, assorbendo risorse che altrimenti sarebbero destinate a istruzione e/o sanità.
Oggi tutti i lavoratori pagano di più per sostenere le pensioni attuali, usciranno dal mondo del lavoro sempre più tardi e avranno prestazioni sempre più basse.

In considerazione di ciò, consentitemi, non c’è nessuna obiezione che tenga! Cosa deve accadere ancora per creare consapevolezza su previdenza e pensione? Affinché tutti i diretti interessati si attivino per costruire un personale piano pensionistico?

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