Oltre la finanza. La mia esperienza a supporto dei giovani.

Cosa ti spinge ad orientare il tuo lavoro verso il target dei “giovani”?

Ecco, la mia giornata oggi comincia così, con una domanda apparentemente semplice che mi induce ad analizzare aspetti che per me sono assolutamente naturali e sui quali non mi soffermo più di tanto.

Rifletto. È vero, nel mio portafoglio clienti, la percentuale di persone giovani è decisamente alta!

 

Sacralità della vita e del potenziale umano

 

Credo che tutto dipenda dalla mia filosofia di vita basata sul concetto di sacralità della vita che è da amare, da proteggere, da far sviluppare e sbocciare.

Sul rispetto della persona, sulla certezza che ogni individuo ha un potenziale umano infinito, che spesso non è del tutto conosciuto o non utilizzato nel migliore dei modi.

Il mio personale obiettivo è rendere chiaro tale potenziale, valorizzarlo, gestire le zone d’ombra, colmare le lacune acquisendo nuove competenze, superare meglio le difficoltà attraverso queste, a raggiungere ogni obiettivo ritenuto importante e significativo per la crescita personale e professionale.

Acquisire nuove competenze, rende più abili rispetto alla vita nella sua generalità, accresce quel senso di soddisfazione quando ci si sente realizzati.

 

Ai giovani dico: “Imparate a conoscervi.”

 

È importante seguire un percorso di “conoscenza”: prima di tutto interno, di autoconoscenza, perché in molti prevale un senso di smarrimento, di autolimitazione che impedisce di mettere a fuoco tutto il potenziale posseduto.

Fatto questo, si passa alla ricerca che li porta all’esterno, nel mondo, per tradurre tutto ciò che si è scoperto di sé in un progetto di vita che possa essere soddisfacente e realizzante.

Riscontro che molti giovani hanno scarsa autostima di sé e si sentono poco efficaci (ma poi, rispetto a chi o a cosa?) e questo impedisce loro di individuare tutte le risorse interne, abbattendo creatività e proattività.

La società moderna impone dei modelli di competitività, di velocità, di efficienza, di ricchezza, di successo che spesso destabilizzano i nostri ragazzi e non solo loro, aggiungerei.

 

Liberare la mente dal pensiero del controllo

 

Quello che conta capire davvero è che non è possibile controllare tutto.

Esiste ciò che dipende da noi e un numero considerevole di variabili esterne che producono eventi non prevedibili.

Capire questo abbatte per metà quel muro di inefficienza che sentiamo dentro.
Per contro, abbiamo un potere; un margine di autonomia e di scelte grazie al quale possiamo sempre incidere nella relazione con noi stessi, con gli altri e nei contesti in cui viviamo.

Sta a noi decidere come utilizzare questo potere, se contro o a favore di noi stessi e degli altri.

Molto dipenderà dai pensieri, stati d’animo, comportamenti che sceglieremo responsabilmente e consapevolmente di mettere in campo, agendo.

Se sono positivi, gentili e costruttivi potranno aiutarci a sentirci meglio e a portare avanti i progetti desiderati.

Prima del “fare” c’è il nostro “essere”

 

Ai miei clienti dico sempre di avere un momento “di studio o lavoro” e un momento “cura di sé”.

Prendersi cura della propria mente, come del corpo e dell’anima, è al pari importante della costruzione di un percorso professionale.

Prima di ogni fare c’è il nostro essere.

Non bisogna mai vergognarsi di chiedere aiuto agli altri e, per raggiungere i nostri obiettivi, possiamo sempre contare su qualche alleato.

 

Focalizzarsi sul momento presente

 

Certo è semplice quando si ha mal di denti andare dal dentista, meno semplice è chiedere aiuto quando si parla di finanza.

Ma ho poche risorse! Non capisco nulla! Non posso permettermi un consulente finanziario.
Aspetto un lavoro stabile
e tanto altro ancora.

Ti assicuro che col gioco dei se e dei ma non si va da nessuna parte.
Per cui è poco proficuo pensare a ciò che manca.

È oggi, nel momento presente, che costruiamo un pezzo alla volta quel futuro tanto desiderato.